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NETWORK AREA
Students and teachers of some schools from two different countries (Italy, Nederland) are getting in contact, to exchange experiences, information, and to develop and understanding of each other.
ARTICOLI
1.
Network in Olanda,
di Anna Onelli
2.
Il Network project for
Ducth and Italian schools... una esperienza, di Clara Bergantini
3. Progetto Van Gogh, di Federico Caramadre
VAN GOGH PROJECT
IL NETWORK E L'ACCORDO DI
RETE (international area)
Network in Olanda
Rete Internazionale di Scuole LAZIO-DRENTHE
di Anna Onelli
Con il coordinamento tecnico scientifico dei proff. Klaas
Krozen e Clara Bergantini, dirigenti e docenti di 8 scuole delle province di
Roma e Viterbo, si sono incontrate presso il “Roelof Van Echten” College di
Hoogeveen (NL), individuato come scuola capofila e come finanziatore del
“Network project for the Dutch-Italian school”, direttore della scuola prof.
Ir. A. Weishaupt.
Il gruppo italiano ha avviato, con altrettante scuole olandesi, una attività di ricerca, finalizzata a definire linee di studio e confronto tra le singole realtà scolastiche. L’11 ottobre 2007 si è tenuta, dalle 13 alle 20, la conferenza di studio in lingua inglese che ha trovato il punto di incontro e scambio tra le due nazioni.
All’insegna della massima “open borders, open mind”, il gruppo ha alternato momenti di visita alle scuole ad incontri istituzionali nei palazzi del Comune e della Provincia, ciò in vista di una prospettiva di sviluppo di buone pratiche educative sia a livello nazionale che internazionale.
Si tratta di facilitare, al di là del progetto Comenius, scambi internazionali fra docenti e studenti della Unione Europea potenziando, così, i valori della convivenza civile e della scoperta e valorizzazione di altre culture.
(sintesi dell'articolo redatto da dirigenti e docenti; a cura di Anna Maria Onelli. Nella foto: conferenza presso il Palazzo della Provincia, Assen, NL)
Il
Network project for Ducth and Italian schools... Una esperienza
di Clara Bergantini
Step by step... Passo dopo passo e in lenta successione per la S.M.S.”S.G.Bosco” e per la Roelof van Echten College, si sono concretizzati 4 scambi di studenti, un premio di 50.000 euro per la scuola Olandese e la prima conferenza del Network dal 10 al 15 ottobre ad Hoogeveen nel Drenthe.
Alla fine di febbraio ci sarà a Bracciano un secondo incontro tra le scuole Italiane ed Olandesi che vogliono conoscerci meglio.
La conferenza olandese intitolata: “Open borders, open mind”, si è potuta realizzare perchè nel gennaio 2007 ad Utrecht la scuola Olandese ha ricevuto un premio di 50.000 euro da parte del Council for Jnnovation Secondary Schools per il progetto innovativo dello Scambio 2006 che poteva diventare un esempio per le altre scuole.
La campagna innovativa era chiamata “ Durven, Delen, Doen”: Osa, Condividi, Fai.
Questo è il significato: Osa con coraggio qualcosa di nuovo. Condividi la tua esperienza con altri.
Fai ancora qualcosa di nuovo.
La motivazione del premio ed il premio stesso sono stati di spinta ad organizzare la conferenza del Network project for Ducth and Italian schools con l'obiettivo di riuscire a creare una rete di scuole tra la regione Olandese del Drenthe e quella Italiana del Lazio, in modo da poter condividere l'esperienza dello scambio e farne insieme delle nuove.
Insegnanti, genitori e studenti olandesi ed italiani, abbiamo vissuto i diversi workshop della conferenza con ...open borders and open mind... ...e con l' apertura ed il desiderio di condividere conoscenze ed esperienze nuove e diverse.
Il confronto corretto ed il dialogo aperto e costruttivo hanno permesso a tutti di ascoltare e di riflettere su ciò che ci rende unici e su quello che ci unisce. Tutti, riflettendo sulle nostre identità, abbiamo convenuto quanto sia importante mantenere le proprie radici e nel contempo cercare una identità comune, l'Identità Europea.
Ma dove cercarla?
Questo è stato l'interrogativo di tutti. E proprio dal dialogo tenutosi nel workshop sulla “cultura italiana“ è scaturita la risposta.
Si può cercare e trovare nella Cultura e nel rispetto dei Valori della Persona vissuti nelle relazioni con gli altri.
I Valori Umani trasmessi dagli adulti ai giovani con l'Esempio e attraverso la propria Cultura si possono considerare le Radici, ma nel contempo il filo conduttore che porta all'apertura, al confronto e al dialogo tra Culture diverse che arricchiscono ed esaltano l'identità comune, quella Europea.
Network
project & Progetto Van Gogh. Diario
2007.
di Federico Caramadre
Students and teachers of some schools from two different countries (Italy, Nederland) are getting in contact, to exchange experiences, information, and to develop and understanding of each other.
Succede che un gruppo di insegnanti e presidi di alcuni istituti del Lazio si rechi in Olanda. A fumare, verrebbe da pensare. Già, in Olanda a fare che? Soprattutto per uno che non fuma, e che non è interessato al sesso a pagamento, quello delle famose donnine in vetrina per le vie di Amsterdam, che attrattiva potrà offrire l’Olanda?! Facile, la curiosità di conoscere da vicino un’altra cultura della vecchia Europa, forse più permissiva della nostra, forse no, in ogni modo distante, più a nord, un popolo che ha rubato le terre al mare, e che riesce a proporre al mondo geni indiscussi dell’arte come Vincent Van Gogh.
Ecco allora che andare per conoscere la gente, i paesaggi e i musei, vince sullo stereotipo dello spinello libero e delle donnine in vetrina. Già, perché finora, proprio per il disinteresse per quegli argomenti lì, mica ci ero mai finito ad Amsterdam. Invece, il gruppo di insegnanti mi trascina da quelle parti per cinque giorni tra conferenze internazionali e meeting, occasioni in cui si parla tassativamente e solo inglese, con college di diverse città, la provincia, e alcuni comuni della regione del Drenthe, a partire da Hoogeveen, una cittadina due ore a nord della capitale olandese.
Una volta lì, si scopre che agli olandesi dà fastidio, e non a torto, quell’idea un po’ stereotipata che ci si è fatta in tutta europa a causa del permissivismo della loro cultura, e che in realtà sesso e droga a pagamento sono più diffusi in Italia, tanto che il turismo di italiani è piuttosto finalizzato, e mi viene da dire purtroppo, poiché quelli che vanno per vedere Van Gogh sono di certo una minoranza. Poi scopri anche che si tratta di un popolo semplice, ospitale, che sogna il nostro clima e la nostra storia, e che per questo riesce a fare miracoli con quello che ha, ma sopra ogni cosa scopri che lì le cose funzionano. E se non funzionano le fanno funzionare.
Nelle cittadine del Drenthe vanno tutti in bici. Tutta pianura, è facile. Ci sono parcheggi con 5000 biciclette: biciclette per gli studenti come per gli impiegati, parcheggi attrezzati per le bici fuori dalle scuole come dagli uffici, piste ciclabili e incroci con semafori. E case a due piani con giardini fioriti, tutti senza cancelli né inferriate, con grandi vetrate che vedi dentro dalla sala giù fino alla cucina, e col verde prato raso tagliato all’inglese che arriva fino al marciapiede. Né meglio né peggio, decisamente un altro modo di vivere.
In queste giornate di incontri istituzionali quello che più colpisce è la voglia di dialogo, la capacità di ascolto, e la preparazione, il grado di istruzione. Anche l’ultimo degli impiegati incontrato in un bar, se capisce che sei straniero ti parla in inglese, e bene. Non che significhi molto, sono vichinghi, di cultura sassone, nel nord Europa parlare con i vicini di casa è normale.
Le scuole italiane sono andate fin lassù per stabilire delle collaborazioni, consolidarne delle altre, come quella tra Bracciano e Hoogeveen appunto, dove scuole e comuni hanno ritenuto di voler istituire un gemellaggio. Docenti e presidi si sono incontrati e confrontati su metodologie, strategie, problematiche, imparando e prendendo spunto gli uni dagli altri. Ma al di là delle competenze maturate, dei nuovi progetti, dello studio e del confronto che l’Europa del commercio impone all’Europa dell’istruzione (se si vuole essere competitivi non c’è molta altra strada se non quella della reciproca conoscenza), è curioso che 8 scuole italiane per confrontarsi sui metodi e le modalità, le soluzioni e le possibilità, siano dovute arrivare fino in terra d’Olanda. Già, perché ecco un altro risvolto di questo prodotto chiamato Network Project, che prima di essere un gemellaggio è terreno fertile di scambio, di buone pratiche educative e di buoni insegnamenti: far incontrare e discutere docenti e presidi italiani, che normalmente non hanno tempo per capire come fare meglio quello che stanno facendo, e non per mancanza di volontà, no, proprio per mancanza di tempo, da noi la burocrazia gira nella scuola come un elefante in un negozio di porcellana. Allora impari che le scuole olandesi qui sono un sogno: c’è un aula per qualsiasi cosa, e ci sono fondi per i progetti e per le iniziative, che solo a pensarlo pare una bestemmia.
Alle riunioni c’era la scuola media di Bracciano, come detto, e Nepi, Vetralla, la Fantappié di Viterbo, Cerveteri, I Terzi, Manziana, e c’erano altrettanti college del Drenthe, con insegnanti motivati e pronti a proporre idee. Tutto qui.
Chi c’è stato ha imparato molto, molto da poter condividere, molto da raffrontare. Meeting e conferenze, già fatte e in divenire, come le prossime visite previste dei colleghi olandesi, hanno avuto un costo di 50.000 euro, interamente a carico del governo olandese grazie a un premio di finanziamento corrisposto per questo progetto, o come il prossimo incontro del 5 dicembre tra le scuole italiane, completamente a carico del buon cuore degli insegnanti. Insomma, da una parte l’efficienza, l’organizzazione, il desiderio e la spinta ad aprirsi all’Europa, dall’altro le buone motivazioni e il buon cuore che si infrangono nei mille scogli burocratici e nell’atavica carenza di risorse.
Non so se e quanto questo tipo di progetti potranno e possano continuare, ma so per averlo verificato personalmente quanto sia importante, oggi più che mai, superare le barriere nazionali, imparare a dialogare con il simile quanto con il diverso, cercando di far tesoro delle esperienze per maturare cognizioni e insegnamenti che sostengano la formazione dell’individuo e la sua competitività nel mondo del lavoro.
Come sono le loro scuole, nel dettaglio, magari un’altra volta. Basti pensare che ci abbiamo mangiato dentro, e che hanno cucinato i ragazzi, che solo la cucina era grande quanto un piano intero della nostra, e che era buono.
Frattanto, d’estate, Bracciano si riempie di turisti. Olandesi.
“OPEN BORDERS, OPEN MIND”
http://www.hermesartstudios.com/progettovangogh
Alla prossima allora,
Federico Caramadre
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