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Brigida e la leggenda della crostata sul Drenthe

C'era una volta un gruppo di italiani, tra cui maestre, presidi, professori, genitori e alunni, che vollero imbarcarsi su un volo low-low cost per arrivare in un ex aereoporto militare tedesco quasi ai confini con l'Olanda.

Ad aspettarli, una gentile signora nordica, dall'impronunciabile nome di cigno, con tanto di capelli biondi e occhi blu, che li avrebbe condotti, con un autobus know-how to do, fino in terra d'Olanda, e più precisamente in quel di Hoogeveen dove, in ansiosa attesa, era pronto ad accogliere la classe benemerita di insegnanti il capo in fieri degli ospiti olandesi di nome Klaas.

Alla guida dell'erudito manipolo di genti di italica ragione, la piccola Clara, col suo braccio destro di nome Manuela, detta anche dolce Mary per via della sua stravagante somiglianza con l'incantevole e premurosa signora delle fiabe, Mary Poppins.

HOOGEVEEN (click to enlarge)Il capo Klaas, la gentile Zwaantje, la piccola Clara e la dolce Mary, condussero per cinque giorni i nostri beniamini tra conferenze internazionali e tazze di tè, scuole colorate e incannucciati villaggi di campagna, musei avveniristici e workshop leggendari.

Con precisa minuzia, degna di un orologio svizzero delle migliori fattezze, il capo-Klaas organizzava spostamenti celeri e cene solerti da consumarsi prima del calar del sole, proprio come d'uso nel Drenthe, ridente giardino a vista nel nord dei paesi bassi, e albeggianti levate mattutine con provvidi trangugi di bibitoni a base di caffè, sempre accompagnati da un biscottino olandese o un dolcetto vichingo, più o meno ogni due ore.

Per spostarsi agevolmente tra piane e canali, i nostri erano soliti viaggiare in due pulmini, di cui uno "tutto matto", condotto alla napoletana tra le strade diritte del Drenthe dall'Imperatore Agresti, dominus di Valcanneto in quel de "I Terzi", con a fianco il prode navigatore Ignazio, anche detto "uomo dello spazio", sempre pronto a ricondurre il conquistatore de I Terzi a una più ragionevole guida del mezzo, occasione necessaria ogni qual volta donna Brigida, una tra le pie donne impiegate nel pulmino, si producesse nel decantare amorevolmente le qualità sopraffine della crostata di amarene che ella aveva giusto portato con sé, opportunamente custodita nella sua segreta stanza, al riparo da mani infingarde.

Sempre col sole, i giorni trascorsero rapidi ed efficienti, quasi come se una mano dall'alto aiutasse nell'organizzazione il capo Klaas a dipanare i nembi dal plumbeo manto d'Olanda, all'uopo di far vivere ai nostri momenti more comfortable o, per dirla in altro modo, per farli sentire quasi come fossero a casa.

Si alternarono così visite istituzionali tra comuni e province, college e paesini caratteristici, fino al giorno in cui la classe aliena capitò alle porte del villaggio di Ellert en Brammert, inquietanti figure leggendarie di giganti filtrate dal gioco del passaparola della storia, tra generazioni atterrite dalla eco delle loro gesta, genti di una amena località che si potrebbe immaginare abitata dai mangiatori di patate di Van Gogh, impegnati a scavare torba fuori dalle case di legno e paglia durante il giorno, e a scaldarsi in letti lunghi venti palmi in cui si dorme da seduti, per paura di visite di malintenzionati, la notte.

Al caffè di Ellert e Brammert, durante una delle soste topografico-culinarie, la speranza italica di condividere la santa crostata si faceva via via più pressante, quasi fosse indomita l'esigenza della classe di addentare finalmente una sana cibata casalinga di italica memoria, ma al contempo il diniego brigidino si ergeva in tutta la sua ineluttabilità, avendo nelle sue mire la bionda Brigida l'intenzione di un dono da corrispondere a sorpresa per il capo Klaas. Improvvisamente, tra un sorso di tè al caffè e un altro, una coccinella si posò sui pantaloni della bionda Brigida d'oltralpe, la quale suggellò l'inaspettato incontro, come è d'uso in questi casi e su suggerimento della classe birichina, esprimendo il desiderio di avere presto al suo fianco un nuovo e attraente compagno di viaggio.

Pare che infine, la sera stessa, dopo lungo peregrinare tra campi e canali, il gruppo del pulmino tutto matto decidesse di posticipare il sacro ritiro nelle segrete stanze, concedendosi una birra dirimpetto alla magione che li ospitava.

Fu così che, in quel di Ruinen, tra leggende di uomini giganti e sacri boschi, all'interno dell'unica sala da biliardo del villaggio, fece la sua apparizione un druido dai lunghi capelli biondi e gli occhi azzurri, affatto simile ai giganti quanto a statura, ma molto vicino a quelli in quanto a chioma. Forse attratto dalla eco ancestrale della crostata alle amarene e dal riverbero del suo travaglio, il piccolo novello Brammert si avvicinò con fare sospetto giustappunto a donna Brigida, che per incanto se lo ritrovò al suo fianco, proprio come da desiderio.

Nonostante il desiderio espresso e tosto corrisposto (fin tanto che c'è chi ancora presume che del gentile desiderata se ne sia occupato proprio l'infallibile capoKlaas), la bionda Brigida, guardando di sottecchi Brammertino, dedusse improvvide mangiate di patate e palate di torba, immagini poco affini all'italica specie e al gusto della sua santa emerita crostata, sicché si convinse di implorare da far suo l'Imperatore Agresti, implorandolo di vanificare in qualche modo l'avverarsi del desiderio espresso e di accettare in pegno per tale anelato servizio la crostata tanto amata, da condividere tutti insieme sul volo low-low cost di rientro del giorno a venire.

Ciò detto, pregustando il dolce nettare italico, intervenne lesto Agresti il conquistatore, e con un cenno Brammertino fu costretto ad abbandonare di lì e per sempre la sua amata.

Con grande sollievo della classe tutta, di Brigida, del forte Agresti (già pronto al bivacco luculliano), i nostri rientrarono felici e spensierati nelle sacre stanze, in attesa dell'ultima repentina alba in terra d'Olanda.

Si racconta poi che, al momento dell'imbarco, l'intera classe, soddisfatta, prefigurando il dolce viaggio di ritorno, rimanesse affranta nell'ascoltare il discorso di commiato del capo Klaas, il quale, salutando finalmente gli italiani, volle infine ringraziare pubblicamente proprio l'astuta Brigida, per avergli fatto dono di un'inattesa quanto gradita crostata di amarene.

Alla prossima, allora.

Federico Caramadre


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